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loft Parma#33

loft Parma#33
Anno: 
2008
Tipologia: 
Residenziale
Località: 
Torino
Committente: 
privato
Progetto: 
BSA
Direzioni lavori: 
BSA

Parma # 33 è il primo esito materiale di VOLUMI, un programma di recupero urbano diffuso curato da Bottegastudioarchitetti e Francesca Referza (curatrice artistica).
L’idea del progetto è quella di sviluppare un’architettura meno monumentale e ad una dimensione più umana, un’alternativa ai costosi macroprogetti che caratterizzano l’era globale. VOLUMI seleziona all’interno del tessuto urbano alcuni edifici di scarso valore storico, esempi di architettura anonima, invisibile, abbandonata nel tempo e, attraverso un intervento di recupero, li trasforma in opere contemporanee. L’obiettivo è quello di reintegrare nei processi di partecipazione e fruizione pubblica quegli edifici che progressivamente scompaiono dagli itinerari concettuali degli abitanti dei quartieri, creando al contempo nuovi nuclei polarizzanti che diventino motori di trasformazioni a catena in grado di coinvolgere i contesti circostanti.
Lo strumento che VOLUMI sceglie per comunicare questo progetto è la contaminazione tra arte e architettura che origina un linguaggio artistico altamente contemporaneo, di lettura immediata, di facile riconoscibilità. L’edificio non è più un involucro, contenitore di persone e cose che dialoga con chi lo abita. Esso appartiene alla città, alla comunità, interagendo con l’ambiente che lo circonda.
Per stabilire il dialogo edifcio/outsiders, considerando la scarsità di contenuti estetici espressi dalla facciata esistente, si è deciso di progettare una PELLE permeabile che avvolge l’edificio, ne interpreta i volumi, ne mantiene il ritmo compositivo conferendo però un’immagine rinnovata e una nuova identità.
L’intervento sulla facciata, con l’applicazione di questa pelle esterna, è stato considerato dalla Commissione di Arte pubblica di Torino e dall’Assessorato alla cultura come un’opera d’arte pubblica.
L’edificio è completamente rivestito da una lamiera in corten: muri, balconi, tetto e abbaini. Questa pelle costituisce un richiamo cromatico dei toni caldi del laterizio dell’edificio adiacente risalente ai primi del Novecento e allo stesso tempo stabilisce una continuità materica con i materiali metallici della facciata dell’edificio di recente realizzazione creando un legame di valorizzazione tra l’architettura storica e quella contemporanea.
La lamiera di corten è una pelle permeabile: l’acqua passa attraverso, interagisce con i fenomeni di ossidazione del materiale, li implementa modificandone continuamente l’aspetto. Ma è una facciata viva non solo dal punto di vista materico: è interfaccia tra volume dell’edificio ed esterno e questo rapporto dialogico è rafforzato, reso tangibile dall’opera concettuale dell’artista Vittorio Corsini. L’opera è costituita da un taglio di lettere sui volumi pieni dei balconi.“Ho lavorato sui balconcini in quanto elementi che .. si protendono verso l'esterno, il fuori, la strada” spiega Vittorio Corsini “Su questi ho pensato di evidenziare i momenti di una presa di coscienza, di un percorso che contenesse il senso del rapporto, dell'incontro con l'altro, quindi ho sviluppato il discorso sull'udire, che implica ‘essere disposto a’ condizione necessaria a costruire rapporti. Poi, come in una poesia, si risolve tutto all’improvviso: I GOT IT.”