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ristorante Sicomoro

ristorante Sicomoro
Anno: 
2004
Tipologia: 
Commerciale
Località: 
Torino
Committente: 
Sicco 2004 srl
Progetto: 
BSA
Direzioni lavori: 
BSA

Un piccolo angolo di design a Torino, fra Via Stampatori e Via Barbaroux: il ristorante Sicomoro.
Al piano terra lo spazio di 250 mq si organizza in due ambienti: uno parallelo alla via d’accesso dominato da un lungo bancone in zinco e titanio; Il secondo, perpendicolare al primo, dedicato alla ristorazione e alla zona cucina sul fondo. La cucina si affaccia con ampie finestre sia verso i tavoli, sia verso l’esterno, lungo via Barbaroux.
Dominano il nero del pavimento (con grandi lastre di ferro) e delle sedute nonché il grigio scuro delle pareti materiche e “imperfette”. E’ particolare infatti il lavoro di recupero dei muri originari del settecento con intonaco riportato a vista e trattato dai restauratori con consolidanti e ossidi di metallo. I controsoffitti in celenit contribuiscono all’”idea di imperfezione” e matericità, mascherano parzialmente gli impianti e agiscono da pannelli fono-assorbenti.
Il lungo bancone accoglie il brunch domenicale o una serie di postazioni su sgabello, come in un sushi-bar. E’ rivestito di un robusto tessuto nero, un tempo utilizzato per realizzare le
capotte delle Cinquecento Fiat, così come le sedute e gli schienali degli sgabelli e delle panche nella zona ristorante.
Ogni tavolo è illuminato da fibre ottiche di grande diametro poste all’interno di tubi in ferro che pendono dai controsoffitti, separati e sospesi a tre altezze diverse
Il piano sottostante è riservato a spazi di servizio. Nell’antibagno un grande lavabo realizzato su progetto con due semplici piani inclinati in zinco e titanio è dotato di due particolarissimi rubinetti a muro: le leve di arresto rosse da cantiere regolano l’apertura e la chiusura di un getto “d’acqua e luce” simile a una fiamma ossidrica che fuoriesce da un semplice e quasi rudimentale tubo di ferro.
Il risultato è un locale attuale e coraggioso, ma al tempo stesso quasi inspiegabilmente familiare e domestico. “Volevamo riuscire a creare un’atmosfera calda e intima senza cadere nella solita falsa riproduzione di sensazioni passate” spiega Stefano Cerruti “Mi piace parlare di programmazione dell’imperfezione, perché ‘l’imperfezione rende l’ambiente domestico.”
Gli architetti di Bottega Studio hanno anche lavorato all’immagine complessiva del Sicomoro collaborando con LSB e dando vita a una grafica elegante e spiritosa, ricca di riferimenti ai sapori “mediterranei” proposti dal locale.