Al centro dei progetti c’è la relazione instaurata con le persone che li popoleranno.

“La ricerca come forza innovativa” è un tratto distintivo di Bottega Studio Architetti di Torino che, costituito dai soci Stefano Cerruti, Giovanni Ricciuti e Dario Valle, non ha esitato persino a inviare uno dei tre in giro per il mondo per un anno, armato di occhi e di tablet per raccogliere informazioni, stimoli e emozioni da incanalare in percorsi progettuali con solide convinzioni e altrettanta capacità evolutiva.

“Un po’ come facevano gli architetti del passato che viaggiavano con il loro blocco schizzi dove annotavano esperienze e disegni di nuovi paesaggi ed elementi architettonici, noi abbiamo voluto ripetere questa emozionante esperienza da aggiungere alla nostra ricerca progettuale”, racconta l’architetto Cerruti che, per tutti, ha compiuto il giro del mondo, “andando a guardare soprattutto tra le vie e le pieghe dei Paesi emergenti”. Materiale prezioso riportato in una delle location più belle del centro di Torino, il Palazzo Scaglia di Verrua, l’edificio rinascimentale all’interno del quale i tre soci hanno insediato lo studio, ristrutturato rispettando le preesistenze storiche, inserendo gli interventi contemporanei in chiave moderna e rendendo leggibili i vari periodi dal XVI secolo ad oggi. Orientata principalmente alla committenza privata, Bottega Studio Architetti progetta case, uffici, attività commerciali e il suo lavoro è contraddistinto innanzitutto dalla “volontà di fare un percorso coerente, nel quale il budget del committente, pur importante, non sia l’elemento discriminante per determinare la riuscita del progetto. Ciò che è fondamentale, invece, è il rapporto tra le parti”. In questa ricerca di rapporti costruttivi, Bottega Studio Architetti nel corso degli anni ha affrontato progetti in cui l’aspetto architettonico e di design era solo una parte del lavoro. “Con un organico allargato ad altre professionalità siamo riusciti ad affrontare progetti nei quali noi architetti abbiamo assistito gli imprenditori a partire dallo sviluppo dei concetti generali dell’iniziativa, fino a giungere all’approfondimento di temi che non erano propri della nostra formazione ma che, intuivamo, dovevano rispondere a un filo conduttore comune”.

Sono testimonianza a Torino di questa interessante modalità di approccio il “Sicomoro’; un concept molto innovativo nell’ambito della ristorazione, quando fu presentato nel 2003 e, sul versante della ristrutturazione degli edifici, il progetto “via Parma 33”, vincitore del premio Architetture Rivelate, Edizione 2010, indetto dall’Ordine degli Architetti di Torino, e pubblicato su riviste in diversi Paesi esteri. “Esempi di come lo Studio abbia saputo rapportarsi con gli imprenditori, diventandone partner, per cercare una qualità sostenibile in relazione alle esigenze, ai costi e ai clienti finali’: Un approccio consono alla filosofia di Bottega Studio Architetti, che affronta i progetti all’insegna della “personalizzazione. Perciò, “rivolgiamo molta attenzione allo studio e alla realizzazione di componenti e accessori fatti su misura, unici”.

Un’attività che poggia su alcuni principi fondamentali, che sono architettonici ma anche di vita: sincerità e capacità di gestire l’imperfezione. “Sincerità significa non nascondere ciò che viene considerato un difetto, per poterlo così trasformare in caratteristica di pregio – spiegano i soci -. È un concetto che nasce dalla sincerità strutturale per espandersi a interessare impianti, decorazioni e materiali, che devono seguire lo stesso principio. Insomma, non cerchiamo di nascondere la polvere sotto il tappeto: l’ossidazione dei metalli e dei cementi sono un esempio”. Quanto alla “gestione delle imperfezioni”, il presupposto “che ci ha convinti ad assumere questo principio guida, dopo essere passati dalla fase della ricerca della perfezione, è che l’essere umano è egli stesso imperfetto e per quanto si sforzi di circondarsi di cose perfette, queste non lo saranno comunque”, afferma Cerruti, che apre una breccia su altri percorsi innovativi cui sta lavorando Bottega Studio Architetti: “Lo sviluppo di un semaforo acustico – anticipa – e un progetto di co-housing che esca dalla fase sperimentale per diventare un multiplo”.

 

 

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